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Mission

CONCILIAMOCI S.R.L. si propone la promozione e la divulgazione della cultura della mediazione e della conciliazione come metodo di soluzione stragiudiziale delle controversie, alternativo alla giustizia ordinaria, informando gli utenti dell’esistenza di vie meno dispendiose in termini di costi e di tempi per porre fine ad un contenzioso senza recarsi in Tribunale.

La mediazione è uno strumento che aiuta a trovare un accordo amichevole che crea i presupposti per ricostruire e mai distruggere un rapporto. Rappresenta un tentativo eticamente corretto e chi lo promuove dimostra una reale e concreta volontà di trovare una equa risoluzione ad un conflitto. Abbiamo ritenuto che il ponte fosse l’immagine più adeguata a rappresentare, anche in senso figurativo e metaforico, il ruolo del buon mediatore e della efficace mediazione. L’immagine di un ponte rimanda proprio a questa finalità della mediazione che è quella di ricostruire le relazioni interrotte. Il ponte rappresenta una presenza discreta ed intelligente che ti porta di là e rende possibile a tutti il proseguire.

 

Far da ponte è un’attitudine, uno stile di vita, una convinzione.

 

Il mediatore, non è un giudice, né un arbitro, non può mai prendere decisioni vincolanti, ma ha il solo dovere di ascoltare entrambe le parti e trovare una soluzione alla lite. Il ponte – colui che fa da ponte, il mediatore, l’organismo di mediazione – è solido quando è ancorato bene alle due sponde. Ciò significa non avere propri interessi da difendere né fare preferenze.

Il ponte crea una dinamica nuova che abbatte le sfide: si può infatti stare insieme per cercare qualche soluzione piuttosto che cercare chi ha ragione, in questo senso il ponte rappresenta l’abbraccio tra la parte forte e la parte fragile. Ogni ponte infatti offre vie d’uscita e non barriere.

Il successo positivo dell’esito di una mediazione, dissipando ogni sorta di rancore o risentimento futuro, consente alle parti di mantenere inalterati nel tempo a venire i loro rapporti (economici, sociali, familiari, ecc.), a differenza dell’effetto procurato tra le parti dalle sentenze di un tribunale “ordinario”, che hanno in genere con un effetto pregiudizievole del mantenimento dei contatti tra le parti stesse.